Visualizzazione post con etichetta coopca. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta coopca. Mostra tutti i post

mercoledì 25 marzo 2015

Manifestazione del 27/03/2015

Le organizzazioni sindacali hanno indetto per venerdì 27/03/2015 uno sciopero e una manifestazione a difesa di dipendenti, soci e fornitori che gravitano attorno a Coopca. 
Il Comitato dei Soci Coopca sostiene lo sciopero indetto dai sindacati e si appella al mondo della Cooperazione affinché si faccia carico del salvataggio dell'azienda. 
Chi può partecipare, può presentarsi al magazzino di Amaro (UD) venerdì 27 Marzo dalle 10,00 alle 12,00. Il magazzino si trova presso la rotonda all'uscita dell'autostrada Tolmezzo-Carnia.

sabato 21 febbraio 2015

Dal punto di vista di chi lavora in Coopca

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il contributo di un dipendente Coopca, che illustra la situazione dalla prospettiva di chi continua a mostrare la faccia ai clienti ogni giorno. Senza nessuna pretesa di generalità, e pronti ad ospitare punti di vista diversi, crediamo valga la pena di leggere...

venerdì 13 febbraio 2015

La versione di Bolzonello

Di seguito la descrizione della vicenda Coopca, così come illustrata in Consiglio Regionale dall'assessore Bolzonello, che il 5 febbraio risponde alle mozioni sollevate dall'opposizione che chiedevano conto dell'attività di vigilanza svolta (o non svolta) dalla Regione. Il post è lunghissimo, ma la lettura vale lo sforzo...

venerdì 16 gennaio 2015

Una strategia lungimirante

Martedì 13/01/2015, sul Messaggero Veneto, tra le lettere al direttore, si poteva leggere questa dell'ex sindaco di Buja, Luca Marcuzzo. Non conosco la persona e, ovviamente, non sono in grado né di confermare né smentire quanto scrive, ma devo dire che l'atteggiamento di Coopca che emerge è molto coerente con quello che ho riscontrato personalmente; del tipo: "Sappiamo noi cosa fare, non impicciatevi". A posteriori, se solo ci fossimo impicciati di più...


martedì 13 gennaio 2015

Dopo lo choc, alcune domande

Con la richiesta di concordato in bianco presentata da Coopca il 17 novembre 2014, circa 3000 risparmiatori che hanno lì depositati 30 milioni di euro di risparmi, si trovano improvvisamente di fronte alla tremenda realtà per cui i loro risparmi sono, nella migliore delle ipotesi, bloccati ed inutilizzabili. Inebetiti dalla notizia, e senza nessuno straccio di comunicazione ufficiale da parte della società di cui loro sono “proprietari”, cominciano a cercare di muoversi e di capire cosa è successo.

Sui giornali cominciano ad apparire le prime analisi di bilancio della società da cui emerge che le cose non andavano proprio così bene: i bilanci degli ultimi anni erano bruttini, ma lo erano solo grazie a determinate scelte contabili, senza le quali sarebbero stati addirittura bruttissimi. Poi cominciano a spargersi le voci di corridoio secondo le quali negli ultimi mesi, vista la mala parata, gli amministratori e i dirigenti si sarebbero affrettati a prelevare i loro risparmi, forse accelerando così il tracollo e lasciando nei guai gli altri risparmiatori, che non avevano accesso a queste informazioni privilegiate. Infine va in scena l’allegra pantomima dell’io-non-c’ero, se-c’ero-dormivo, se-non-dormivo-comunque-non-potevo-farci-niente. Amministratori, revisori, amministrazione regionale, associazioni cooperative, tutti si affrettano a spiegare che non è colpa loro.
E ai risparmiatori, privati dei soldi che avevano parsimoniosamente risparmiato, non resta che attendere di vedere cosa gli riserverà il futuro, mentre diverse domande sembrano destinate a rimanere senza risposta.

In primo luogo, come mai se la società è mia ed il primo a rimetterci sono io, tuttavia non ho voce in capitolo in questa situazione?
Come mai i bilanci regolarmente in perdita venivano approvati sempre all’unanimità dall’assemblea dei soci? Nessun socio sollevava domande, obiezioni, contestazioni? Su circa 10.000 soci, a nessuno veniva in mente di obiettare che forse bisognava prendere provvedimenti perché chiudere costantemente in perdita avrebbe potuto portare qualche problemino?
O forse l’approvazione del bilancio era l’ultimo dei problemi dell’assemblea dei soci, che era piuttosto l’occasione in cui gli amministratori e i soci a loro più vicini si ritrovavano per auto-incensarsi ed andare tutti assieme a fare una gran mangiata?

E dove è finita la rete di controlli che avrebbe dovuto garantire la sicurezza del prestito sociale? Infatti poiché le coop non hanno licenza bancaria e i presiti sociali non sono garantiti dallo Stato, la legge prevede un sistema di sorveglianza sulle attività e sui bilanci delle coop che in generale fa capo al Ministero dell’Economia ma, nel caso della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia è posto in carico all’Amministrazione Regionale e si esplica attraverso la revisione legale del bilancio e la sorveglianza annuale da parte dell’associazione delle cooperative. A ciò si aggiunge il ruolo di controllo che in ogni società ha il collegio sindacale e la società di revisione e certificazione del bilancio. Possibile che a nessuno di questi esperti fosse venuto in mente che una gestione ampiamente e costantemente in perdita avrebbe potuto inficiare la sicurezza del prestito sociale?

E infine, in generale, quanto è sicuro effettivamente il prestito sociale delle cooperative, visto che i soci sostanzialmente non hanno voce in capitolo ed il sistema dei controlli lascia molto a desiderare? Possiamo essere tranquilli sul fatto che quello che è successo a Cooperativa Operaie ad ottobre e a Coopca a novembre, non si ripeterà, con un tragico effetto domino, presso altre cooperative di consumo nel resto dell’Italia?

domenica 11 gennaio 2015

Riassunto delle puntate precedenti - parte prima

La Coopca è una cooperativa di consumo appartenente all'ampio mondo delle Coop. Nasce in un piccolo paesino in mezzo alla Carnia nel lontano 1906, e prende appunto il nome di Cooperativa Carnica, da cui Coopca. Nel corso degli anni la Coopca fa più o meno quello che fanno le altre cooperative di consumo: ovvero gestiscono negozi sul territorio e raccolgono il cosiddetto “prestito sociale”, ovvero i soldi che i soci conferiscono alla cooperativa e che questa usa per finanziare le sue attività, riconoscendo un interesse ai prestatori.

venerdì 9 gennaio 2015

A cosa serve questo blog?

L'idea di questo blog nasce innanzitutto dalla difficoltà che abbiamo riscontrato nel reperire le informazioni necessarie a comprendere la situazione in cui ci troviamo coinvolti. Il nostro primo obiettivo è quindi quello di "capire": vogliamo capire che cosa è successo, cosa sta succedendo e cosa succederà nel futuro alla Coopca ed alle persone il cui destino è ad essa legato.

Cosa è successo?
Come per ogni problema, la ricerca di una possibile soluzione, non può prescindere dal cercare innanzitutto di capire quali sono le cause ed eventualmente anche le responsabilità che ci hanno condotto fin qui. Mercato difficile? Scelte sbagliate? Nostro disinteresse? A questo scopo sono benvenuti tutti i contributi che potranno aiutarci a capire meglio la situazione, sia da parte di esperti, che di associazioni di categoria, di semplici soci, dipendenti, fornitori, coinvolti in questa vicenda.

Cosa sta succedendo?
Nei limiti che i nostri impegni personali e professionali ci impongono, cercheremo di tenere aggiornate queste pagine con gli eventi in corso in questo momento: riunioni, manifestazioni, scadenze, avvenimenti recenti, etc. Ricordiamo che il Comitato Aiuto Soci Coopca ha aperto una gruppo su Facebook, in cui vengono riportate le iniziative del comitato stesso, nonchè gli ultimi avvenimenti di cui si viene a conoscenza. Questa pagina Facebook rappresenta quindi sicuramente lo strumento più aggiornato sul tema, ma per coloro che per qualche motivo, non usano questo strumento, il blog Soci Coopca potrà rappresentare un'alternativa. Chiediamo quindi a tutti coloro che sono in grado di fornire informazioni sulla situazione attuale o su iniziative in corso, di dare il loro contributo, rendendo partecipi le altre persone che sono interessate a questa vicenda.

Cosa succederà?
Questa è la parte più difficile della storia. Rinunciamo volentieri al contributo di profeti e indovini e cerchiamo l'aiuto di tutti coloro che possono aiutarci a capire come potrà evolvere la situazione dal punto di vista legale e finanziario. Inoltre, in queste settimane in cui ci siamo occupati di questa triste storia, abbiamo raccolto diverse proposte e suggerimenti di persone che, pur nella difficoltà della situazione, provavano ad ipotizzare delle vie di uscita. Purtroppo, a causa della difficoltà di comunicazione, queste idee rischiano di rimanere tali. Qui possiamo provare a raccoglierle, valutarle, e, se è il caso, perseguirle tutti assieme.